RISPOSTE AI MIEI AMICI CATTOLICI
Perché voi evangelici non venerate le immagini? Ciò che maggiormente distingue gli evangelici è l'insistenza con cui si afferma che ognuno deve conoscere Dio in un modo personale, e poi che deve avere un contatto continuo con lui, personalmente, non attraverso immagini. Uno dei temi maggiori della Bibbia è il rifiuto da parte di Dio di far costruire delle immagini da adorare. Nel secondo comandamento Iddio ordina: "Non ti fare scultura alcuna né immagine... non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro" (Esodo 20:4-6). Alcuni affermano che se si dovesse osservare letteralmente il secondo comandamento, non si potrebbe avere neppure le foto delle persone care. La Bibbia ci spiega al contrario, che le immagini proibite sono quelle cui offriamo un culto di venerazione: "Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono l'Eterno l'Iddio vostro (Levitico 26:1). Altri dicono che questo comandamento ha valore solo per le immagini pagane, ma noi vediamo invece che: a) Mosé spiegò agli Ebrei, il popolo di Dio di quel tempo, e non ai pagani, che Dio non si era mostrato quando parlava loro, appunto perché non facessero di lui alcuna immagine: "Vegliate diligentemente sulle anime vostre, affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita" (Deuteronomio 4:15-16; leggete anche i versetti 17-19). b) Iddio lodò il re degli Ebrei per aver distrutto un serpente di rame innalzato precedentemente per suo chiaro ordine, ma non per venerarlo. Molti anni dopo averglielo fatto costruire, Dio ritenne opportuno distruggerlo perché si era cominciato a venerarlo. Altri ancora sostengono che le immagini erano proibite soltanto durante il periodo dell'Antico Testamento, e che siano accettabili ora che viviamo nel tempo del Nuovo Testamento. A questi ultimi rispondiamo che anche il Nuovo Testamento parla molto delle immagini, e sempre contro di esse, proprio come nell'Antico Testamento. In uno degli ultimi brani del Nuovo Testamento leggiamo: "Figlioletti, guardatevi dagli idoli" (1 Giovanni 5:21). "Perciò cari miei fuggite l'idolatria" (1 Corinzi 10:14). Vedi anche 1 Corinzi 6:9; 10:7-14; Atti 7:39-42; 17:16-29; Romani 1:23; 1 Pietro 4:3; Apocalisse 2:14; 9:20; 21:8; 22:15. La chiesa dei primi secoli non usava immagini. Queste entrarono nelle chiese per uso ornamentale alla fine del terzo secolo. Nel quinto secolo furono usate per istruire, e in seguito considerate come sacre. Vennero accettate dal Consiglio di Nicea nel 787 e da quello di Trento nel 1562 d.C. Il fatto che la Bibbia contenga non pochi, ma moltissimi passi che proibiscono le immagini, rende chiaro che questo è un soggetto di grande importanza per Dio. Chi vuole approfondirsi leggendo tutti i seguenti versetti si renderà conto da sé stesso quanto sia peccaminoso usare immagini: Salmo 115:4-9; Isaia 44:8-20: Geremia 10:3-16; Esodo 23:24; 32; 34:13; Levitico 19:4; 26:30; Numeri 33:52; Deuteronomio 5:8-9; 9:12-17; 16:21-22; 27:15; 2 Re 17:9-16; 2 Cronache 33:19,22; 34:3-4; Salmi 78:58; 97:7; 106:19-20; 135:15-18; Isaia 8:19; 10:10-11; 30:22; 31:6-7; 42:8-17; 45:20; 46:6-7; Ezechiele 16:17; 30:13; Daniele 3:1-18; Osea 11:2; 13:2-4: Michea 1:7; 5:12-13; Habacuc 2:18-20.
Dio ci ama e vuole avere la nostra amicizia, la
nostra comunione, la lode, l'onore, la venerazione e l'adorazione. Egli dice di
essere geloso dei nostri affetti. Come si sentirà quando li rivolgiamo invece ad
un pezzo di pietra o legno, immagine di un qualsiasi santo? È altresì un'offesa
grande affermare che Dio è meno compassionevole dei santi come implica l'esempio
comunemente usato dai cattolici.
Credono i Cristiani evangelici nei santi? Sì. Noi Cristiani evangelici crediamo nei santi, ma nel modo in cui ne parla la Bibbia e ciò è completamente diverso dal tradizionale concetto cattolico. Proprio perché li crediamo cerchiamo di obbedire a quello che essi scrissero nella Bibbia. La Bibbia dice che tutti i credenti sono santi, perché santificati per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo. La parola "santo" nel Nuovo Testamento viene usata per indicare i credenti come gruppo e non per distinguere una persona dalle altre perché più pura o perché fa miracoli, anche se alcuni li hanno fatti. Inoltre, noi non preghiamo i santi e non offriamo loro venerazione, perché: a) nella Bibbia non troviamo nessun caso di qualcuno che lo abbia fatto, né nessuna indicazione che bisogna farlo; b) la Bibbia dice: "Adora il Signore Iddio tuo, e a lui solo rendi il tuo culto" (Luca 4:8); c) nella Bibbia leggiamo che né gli uomini, né gli angeli di Dio permisero ad alcuno di prostrarsi loro dinanzi, anzi risposero che bisognava prostrarsi solo davanti a Dio: "E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gettò ai piedi, e l'adorò. Ma Pietro lo rialzò dicendo: Levati, anch'io sono uomo!" (Atti 10:25-26). Vedi anche atti 14:15 e Apocalisse 22:8-9; d) i santi non possono essere nostri mediatori davanti a Dio, perché abbiamo un solo mediatore: Gesù Cristo. "Poiché vi è un sol Dio ed anche un sol mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede sé stesso quale prezzo di riscatto per tutti" (1 Timoteo 2:5-6, Giovanni 16:26-27). e) l'apostolo Paolo, uno dei "santi", mostra chiaramente ai Filippesi che egli poteva essere loro di aiuto soltanto vivendo (Filippesi 1:23-26). Per rispondere sull'argomento che i santi esaudiscano le preghiere facendo miracoli, ricordiamo che ci sono due fonti di potere spirituale: Dio e le forze diaboliche. Dio dice che non dobbiamo fare immagini. Quando i miracoli sembrano essere fatti dai santi, e spingono le persone all'idolatria, non possono provenire da Dio. Inoltre, i miracoli vengono attribuiti lo stesso a coloro che prima erano chiamati santi, ma che la stessa Chiesa Cattolica Romana adesso afferma che non sono mai esistiti: Santa Filomena, per esempio, che fra l'altro avrebbe guarito miracolosamente Papa Pio X. Recentemente altri santi sono stati deposti. Anche tu puoi divenire santo, credendo in Gesù Cristo come Salvatore: "Noi siamo stati santificati, mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre" (Ebrei 10:10). Vedi anche Atti 26:18.
Da dove nascono le differenze fra gli evangelici e la Chiesa Cattolica? La causa principale delle differenze fra noi e i cattolici deriva dal fatto che i Cristiani evangelici accettano solamente la Bibbia come unica fonte per stabilire una dottrina, mentre il cattolicesimo ad essa aggiunge la tradizione e le varie decisioni della Chiesa. Anche in questi ultimi anni abbiamo assistito a dei cambiamenti nell'ambito della Chiesa Cattolica Romana. Il fatto di dire la messa non più in latino, ma in italiano; di permettere la carne il venerdì; di concedere una leggera colazione prima della "comunione"; ecc., pone in chiara evidenza che la Chiesa è suscettibile di cambiamento. Essa non può in ogni tempo concordare in ogni punto con la Bibbia. Coloro che seguono la tradizione non lo ammettono, ma nei secoli scorsi vi sono stati dei cambiamenti in netto contrasto con l'insegnamento biblico, e per questo non possiamo accettare ogni punto della dottrina cattolica romana. Le ragioni per cui accettiamo la Bibbia, anche quando essa diverge dalla tradizione opponendovisi, sono le seguenti: a) la Bibbia afferma la sua ispirazione divina. "Ogni Scrittura è ispirata da Dio..." (2 Timoteo 3:16); ispirazione accettata anche dalla Chiesa Cattolica Romana. Molte prove mostrano che essa è veramente ispirata. Un esempio evidente sono le profezie adempiute; b) la Bibbia afferma di contenere tutto quello che è necessario per rendere perfetto il cristiano. Essa dice: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (2 Timoteo 3:16-17). Non occorre perciò aggiungere la tradizione;
c) nella sua seconda lettera, l'apostolo Pietro
dice che la Bibbia è più ferma di ciò che egli aveva veduto e udito, perché
scritta da uomini "sospinti dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:16-21). d) alcuni sostengono che la Chiesa Cattolica Romana sia la sola capace di interpretare la Bibbia. L'apostolo Paolo, al contrario, loda grandemente i cristiani di Berea, perché esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose che egli insegnava corrispondessero a verità (Atti 17:11). Se l'insegnamento di Paolo, apostolo e testimone di Cristo, era subordinato alle Scritture (la Bibbia) molto di più dovrebbe esserlo quello della Chiesa di oggi; e) altri, appoggiando la posizione della Chiesa Cattolica Romana, dicono che la Bibbia non contiene tutto ciò che Gesù e gli apostoli insegnarono. Questo è vero, la stessa Bibbia lo afferma; ma il fatto non autorizza a sostenere cose esplicitamente contrarie a quanto scritto (Apocalisse 22:18-19; Marco 7:3-13). Abbiamo nella Bibbia ciò che basta per la nostra fede (Giovanni 20:30-31; 2 Timoteo 3:16-17). È chiaro che le differenze fra noi evangelici e la Chiesa Cattolica Romana vengono non da interpretazioni diverse della Bibbia, o da Bibbie diverse, ma dall'aggiungere la tradizione alla Bibbia per formare la dottrina cattolica romana.
Qual è la differenza più importante fra cristiani evangelici e cattolici? Noi evangelici seguiamo l'insegnamento dato da Dio nella Bibbia a proposito della salvezza. Tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno di essere salvati (Romani 3:23). Dio, nella sua misericordia, ha provveduto questa salvezza nel suo Figliuolo, come dice il Vangelo di Giovanni: "Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). Da soli non possiamo ottenere la salvezza. Infatti sta scritto: "Poiché è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio. Non è in virtù d'opere, affinché nessuno si glori" (Efesini 2:8-9). Nessuno sarà salvato per aver compiuto buone opere: "Poiché per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto" (Romani 3:20). Vedi Galati 2:16; 12-13; 5:4. Se fosse possibile essere salvati obbedendo alla legge di Dio, la morte di Cristo sarebbe stata vana. La Bibbia dice: "Se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente" (Galati 2:21). Nella lettera ai Romani leggiamo: "Non vi è distinzione; difatti tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù; il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso" (Romani 3:22-25). Pentiti dunque dei tuoi peccati! Cristo è morto personalmente per te sacrificandosi sulla croce per la tua salvezza. Egli non ha pagato solamente per il peccato "originale" ma per tutti i peccati. L'apostolo Giovanni scrive: "... il sangue di Gesù suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:7). Come possiamo vedere, Cristo ha compiuto tutto per la nostra salvezza. Essa è "un dono di Dio" (Efesini 2:8-9); tutto quello che dobbiamo fare è accettarlo. Accettarlo significa accettare Cristo, il Figliuolo di Dio, perché la salvezza, ossia la vita eterna, è in lui. La Bibbia afferma: "Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio non ha la vita" (1 Giovanni 5:12). Accettare Cristo significa credere che quando morì sulla croce egli pagò per la tua personale salvezza. Giovanni, l'apostolo amato da Gesù, scrive ancora: "A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli (Cristo) ha dato il diritto di diventare figliuoli di Dio; a quelli, cioè che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12). L'apostolo Paolo, avendo sperimentato nella propria vita questa grande salvezza, scrive: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore (Romani 5:1). Oggi stesso, con un semplice sincero atto di fede tu puoi essere salvato; Gesù dice: "colui che viene a me, io non lo caccerò fuori" (Giovanni 6:37).
Avete la messa come la Chiesa Cattolica?
Abbiamo la santa cena o comunione, ma questa
non è la messa.
La Bibbia insegna che "Il sangue di Gesù ... ci
purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:7). Accanto alla teoria del sacrificio
giornaliero di Cristo, c'è la tradizione cattolica secondo la quale la sostanza
del pane e del vino viene cambiata effettivamente nel corpo e nel sangue di
Cristo. Nella messa non avviene alcun cambiamento, mentre nei miracoli di Cristo ciò era evidente. Quando per esempio Cristo cambiò l'acqua in vino, fu chiaro a tutti che non si trattava più d'acqua, ma di vino (Giovanni 2:9-10). Questo cosiddetto cambiamento è impossibile anche perché Cristo si trova corporalmente in cielo nell'età presente. Ciò viene spiegato da Pietro in Atti 3:21 e riaffermato in Ebrei 10:12: "Questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio". Cristo insegnava ai suoi discepoli di fare la santa cena in ricordo di lui: "Fate questo in memoria di me" (1 Corinzi 11:24).
Come mai i pastori evangelici si sposano? La Bibbia dice con molta chiarezza che sposarsi non è proibito per coloro che vogliono piacere a Dio. Infatti, essa specifica: "Bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie ... e tenga i figliuoli in sottomissione" (1 Timoteo 3:2). Inoltre, Dio spiega che l'atto sessuale fra due persone sposate non è peccato (1 Corinzi 7:1-5). In questo passo, ai coniugi viene comandato: "Non vi private l'uno dell'altro" e che ciascuno deve dare il proprio corpo all'altro. In Efesini 5:22-23 Dio sceglie la relazione fra marito e moglie come esempio della sua relazione fra i credenti, dicendo che la moglie deve essere soggetta al marito come la Chiesa è soggetta a Cristo, e che il marito deve amare la moglie come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per la sua purificazione. Poi, aggiunge che come il credente è membro del corpo di Cristo, marito e moglie "diventeranno una stessa carne".
È vero che chi non è sposato è più libero per
svolgere l'opera di Dio, ma è anche vero che Dio dice: "È meglio sposare che
ardere" (1 Corinzi 7:9). Non stiamo dicendo che tutti i preti e tutti i pastori devono sposarsi, ma che sposarsi o no deve essere una decisione personale, conforme all'insegnamento della Bibbia. Infatti, l'apostolo Paolo non era sposato, ma Pietro sì.
Credete in Maria? Sì, crediamo in tutto quello che la Bibbia dice di Maria, ma respingiamo quanto aggiunto dalla tradizione. Non preghiamo Maria perché la Bibbia insegna: "Adora il Signore Iddio tuo, e a lui solo rendi il tuo culto" (Luca 4:8). I sostenitori del culto mariano affermano la necessità di pregare Maria perché tutto quello che ella chiede a Cristo le viene concesso. Nella Bibbia non troviamo mai che qualcuno sia andato da Gesù, o si sia rivolto a Dio per mezzo di Maria. Leggiamo invece: "V'è un sol Dio ed anche un sol mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2:5). Gesù stesso disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6).
Si cominciò a pregare Maria verso la fine del
quarto secolo dopo Cristo, ma certamente se ella fosse stata ancora vivente,
non lo avrebbe permesso. Da pia donna qual'era non avrebbe accettato l'onore e
l'adorazione che appartengono solo a Dio. Parliamo piuttosto di Maria, madre di Gesù. Ella evidentemente non fu concepita senza peccato. Infatti, dopo la nascita di Gesù, la troviamo nel tempio per offrire un sacrificio per la sua purificazione (Luca 2:22-24), proprio come facevano tutte le donne ebree (Levitico 12). Inoltre, nella sua preghiera di ringraziamento per essere stata prescelta come madre di Gesù, Maria chiama Dio: "mio Salvatore" (Luca 1:46-47). Ora se ella fosse stata concepita senza peccato, che bisogno aveva di un salvatore?
La Chiesa Cattolica Romana insegna ancora di
chiamare Maria "Madre di Dio", espressione questa, mai usata nella Bibbia.
Infine, se Maria fosse "Madre di Dio", dovremmo concludere che la creatura sia
madre del Creatore cioè di colui che è sempre esistito (Genesi 1:1; Giovanni
1:1-3,14).
La Bibbia ci dice in maniera chiara che Maria era
vergine alla nascita di Cristo (Isaia 7:14; Matteo 1:18-20; Luca 1:27-35). Però
non abbiamo nessuna prova che ella sia rimasta sempre vergine. Anzi Maria, che
era obbediente alla volontà di Dio sapeva benissimo che Iddio non desidera che
le persone sposate restino vergini (Matteo 19:4-6; 1 Corinzi 7:25). Infatti ci è
detto nella Bibbia che Giuseppe e Maria si "conobbero" dopo la nascita di Gesù.
Dire che Maria sia rimasta vergine per tutta la vita, non è affatto onorarla, ma
è come dire che Maria non faceva la volontà di Dio.
Alcuni cattolici usano un ragionamento complicato
e fra l'altro dicono che i fratelli di Cristo erano in realtà cugini. Questo
ragionamento si conclude affermando che uno dei fratelli fu uno dei dodici
Apostoli. La Bibbia invece dice il contrario: "Neppure i suoi fratelli credevano
in lui" (prima della risurrezione) (Giovanni 7:5). Inoltre, la donna, che
secondo questa teoria sarebbe la madre dei fratelli di Gesù, cioè non Maria, era
ancora viva ed era seguace di Gesù alla morte del Signore. Ma in tutta la Bibbia
non troviamo mai i fratelli con questa donna. Li troviamo invece sempre con
Maria, madre di Gesù (Matteo 12:46; 13:55-56; Marco 3:31; 6:3; Luca 8:19;
Giovanni 2:12).
Sul fondamento inconsistente della perpetua
verginità di Maria, nel corso dei secoli i filosofi hanno costruito una grande
torre di favole. Di queste idee, che cercano di attribuire a Maria le
prerogative e l'onore che appartengono solo a Dio, non si trova traccia nella
Bibbia né in altri libri di quel periodo. Quando diamo a Maria ciò che è dovuto a Dio, non onoriamo Maria. Il solo modo di onorarlo è di credere nel suo figliuolo ed obbedire all'ordine da lei stessa impartito ai servi durante le nozze di Cana: "Fate tutto quello che egli (Gesù) vi dirà" (Giovanni 2:5).
Esiste il purgatorio? La Bibbia non parla di un luogo dove si può ottenere la purificazione dai peccati al di fuori di Cristo Gesù. Chi rifiuta di credere in Cristo è condannato. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: "Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui" (Giovanni 3:36). (Vedi anche Apocalisse 20:15; Luca 16:19-31, soprattutto il versetto 26). Chi accetta Cristo è completamente salvato: "Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Romani 8:1); e ancora: "Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità" (Ebrei 10:17). Vedi Giovanni 3:18; Romani 5:8-11; Ebrei 10:14-18; Salmo 103:12.
Secondo il concetto comune che il sacrificio di
Cristo non basti a purgarci dei nostri peccati, un grande peccatore come il
ladrone crocifisso con Cristo avrebbe dovuto soffrire molto tempo in purgatorio,
ma invece Cristo disse: "Oggi tu sarai con me in paradiso" (Luca 23:43). L'idea di purgatorio evidentemente è venuta dai pagani. Virgilio collocava le anime dei defunti in tre luoghi diversi: Tartaro per i dannati; Campi elisi per i buoni e un luogo di espiazione per i meno cattivi (Eneide 6, 1100-1105).
Su chi è fondata la Chiesa? Pietro stesso spiega che il capo della Chiesa è Cristo: "Egli è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed è divenuta la pietra angolare. E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati" (Atti 4:10-12). Nel Vangelo di Matteo leggiamo: "Ed egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro rispondendo disse: tu sei il Cristo, il Figliuolo dell'Iddio vivente. E Gesù replicando disse: Tu sei beato Simone, figliuolo di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Matteo 16:14-18). La Chiesa Cattolica Romana, interpretando ciò asserisce che "la pietra", cioè il fondamento della Chiesa è Pietro e sulla errata interpretazione di questo passo fonda e giustifica il papato.
I Cristiani evangelici interpretano questo passo
alla luce di altri brani della Bibbia che trattano lo stesso soggetto. Nella
Parola di Dio leggiamo: "Poiché nessuno può porre altro fondamento che quello
già posto, cioè Cristo Gesù" (1 Corinzi 3:11; vedi anche 1 Pietro 2:4-8).
Infine, Cristo stesso afferma di essere "la pietra" (Marco 12:1-11). L'idea del papato che si fonda appunto sulla errata interpretazione di questo unico passo biblico, ha acquistato importanza a poco a poco nel corso dei secoli. Quanto alla infallibilità del papa, questo dogma venne sancito solo nel 1870, nonostante la forte opposizione all'interno del cattolicesimo stesso. Che Pietro, primo papa secondo la tradizione cattolica, fosse ben lontano dall'essere infallibile, ce lo mostrano i seguenti passi biblici, in cui egli fu riprovato perché "era da condannare": Galati 2:11-14; Matteo 26:69-75).
A chi dobbiamo confessarci? Quando i discepoli di Gesù gli chiesero: "Signore, insegnaci a pregare", Egli insegnò a loro di pregare direttamente al Padre chiedendo a Lui il perdono dei loro peccati: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com'è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori." Sappiamo che "rimettici i nostri debiti" qua significa "perdonaci i nostri peccati" perché nel Vangelo di Luca lo stesso versetto dice esplicitamente: "perdonaci i nostri peccati" (Matteo 6:9-12; Luca 11:1-4).
È chiaro dunque, che dobbiamo confessarci
direttamente a Dio. Così infatti faceva la chiesa nei primi secoli. La
dottrina della confessione fatta al prete fu ammessa nella Chiesa Cattolica solo
nel 1225, ma ancora prima di quella data già dei sacerdoti avevano iniziato ad
ascoltare confessioni e, pur non dando l'assoluzione, pregavano Dio di rimettere
i peccati. Inoltre, fatto molto importante per intendere il significato delle parole di Gesù, i discepoli, che avevano ricevuto personalmente questo ordine, non ascoltarono mai la confessione di alcuno, ma predicarono l'evangelo, dicendo che solo in Cristo Gesù è possibile ottenere la remissione dei peccati (Atti 2:37-38; 10:43 e molti altri passi). Il comportamento dei discepoli è una prova senza possibilità di contestazione che le parole di Gesù si riferivano alla potenza redentrice della predicazione dell'evangelo e non già ad una confessione al prete. Oltre ciò, l'evangelista Luca, narrando lo stesso episodio di Giovanni 20:21-23, dice: "... che nel suo nome (di Cristo) si predicherebbe ravvedimento e remissione dei peccati" (Luca 24:45-48). Questo non lascia adito ad alcun dubbio; Cristo non parlò mai di confessare i peccati ad un uomo. Quanto detto porta con sé un'inevitabile domanda: "Dobbiamo confessarci o no??" Sì, ogni vero cristiano ha il dovere di confessare i propri peccati, ma questa confessione non va fatta ad alcun uomo, in quanto solo Dio ha il potere di rimettere i peccati. L'apostolo Giovanni scriveva: "Se confessiamo i nostri peccati, egli (Dio) è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità" (1 Giovanni 1:9). Conclusione Caro amico, ti abbiamo esposto il chiaro insegnamento della Bibbia. Dio ti invita ad accettare ora la sua salvezza. Non continuare in un sistema che essendosi allontanato dalla verità della Parola di Dio porta quello che lo seguono ad un disastro eterno, una divina condanna. Dio ti ama ed ha provveduto per te la salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Ti invita ad avvicinarti a lui per ricevere il perdono dei tuoi peccati e la vita eterna. Prendi dunque ora, in questo momento, la decisione di seguire Cristo e la sua Parola. Allora, e solamente allora, la tua vita conoscerà la salvezza di Gesù e sarà in pace con Dio.
Marco De Vivo
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