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Cattolicesimo
Cattolicesimo
La
Chiesa Cattolica intende se stessa come Corpo Mistico di Cristo di cui lo stesso
Gesù è il capo con la missione è di rendere presente l'insegnamento di Cristo e
la sua legge, l'amore reciproco. Ciascun cristiano col battesimo partecipa con
Cristo alla sua missione sacerdotale (consacrazione), profetica (annuncio della
parola) e regale (servizio al fratello).
Attualmente la Chiesa cattolica riconosce come Chiese quelle che possono contare
su una successione apostolica (termine coniato da Sant' Ireneo di Lione),
definendo le altre comunità ecclesiali.
La Chiesa cattolica è la Chiesa cristiana
riconducibile alla guida del Papa di Roma.
Tra le chiese cristiane è quella che conta il maggior numero di aderenti a
livello mondiale anche se il numero maggiore di fedeli si trova in Europa e in
America meridionale. La Chiesa cattolica ritiene che in se stessa sussista la
Chiesa fondata da Gesù Cristo, a cui appartengono tutti cristiani battezzati,
anche se distingue fra coloro che sono in piena comunione con la chiesa
cattolica e le altre chiese che da essa sono separate.
Il termine Cattolico mutua il greco καθολικός, aggettivo che significa
"universale, totalizzante".
Origini
La Chiesa ha origine nel I secolo d.C.. Inizialmente è considerata una setta
ebraica. Con la predicazione di Paolo di Tarso si formano anche comunità di
"gentili", cioè di persone di origine non ebraica, prevalentemente di cultura
greca. Nel II secolo d.c. le chiese giudeo-cristiane (quelle vicine
all'ebraismo) vengono progressivamente estromesse dall'ebraismo che sta
riorganizzando le proprie strutture e basi religiose dopo la crisi della
distruzione del Tempio del 70 d.C., mentre le chiese dei gentili continuano ad
espandersi. Gli storici indicano col termine "Grande Chiesa" l'insieme
delle comunità derivate dai vari apostoli (sia quelli di Gerusalemme che quelli
legati a Paolo di Tarso) che più avanti confluiranno nella Chiesa cattolica e
ortodossa del primo millennio, per distinguerle dai gruppi marginali di
ispirazione cristiana che elaborano particolari dottrine che non saranno
accettate dalla maggioranza, come gli ebioniti e gli gnostici.
Una seconda fase della Chiesa è quella della patristica, cioè la formazione di
un corpus di commenti alle scritture, dispute con gli eretici e apologie nei
confronti del "paganesimo" e del giudaismo, dovuto a scrittori, spesso
ecclesiastici, che sono costretti a ripensare le dottrine del cristianesimo
nell'ambito della cultura dell'epoca. In quest'epoca comincia a sentirsi
l'esigenza di una canone di scritture specifico cristiano da accostare a quello
ebraico, che fino ad allora era stato considerato l'unico necessario, nella
forma precedente alla distruzione del Tempio.
A partire dal IV secolo si pone anche il problema del rapporto con lo stato, in
particolare l'impero Romano, dopo che il cristianesimo cambia lo status
giuridico prima da religione illecita (fino a Costantino), poi con Costantino
diventa religione tollerata e infine, con Teodosio, religione di Stato. Comincia
progressivamente a differenziarsi anche la mentalità delle Chiese latine
rispetto a quelle greche, e con i concili ecumenici si assiste ad una
definizione rigorosa dell'ortodossia e alla formazione di un linguaggio
teologico specifico cristiano, mutuato dalla filosofia greca. Ciò comporta anche
il distacco di alcune chiese "etniche" dall'alveo della Grande Chiesa (vedi
Chiese orientali antiche), che ormai viene comunemente indicata come Chiesa
cattolica e ortodossa.
La Chiesa cattolica considera come fonti della rivelazione la Sacra Scrittura e
la Tradizione. Vengono considerati autorevoli i canoni di 21 Concili ecumenici,
di cui i primi sette in comune con le Chiese orientali e gli scritti dei Padri
della Chiesa.
Nei riti occidentali cattolici viene professata una formula di fede (il Credo
Niceno-Costantinopolitano) leggermente variata rispetto alla cristologia
ortodossa per l'aggiunta del cosiddetto filioque, che costituì una delle cause
di scisma con le Chiese ortodosse.
Organizzazione
ecclesiastica
Suddivisioni territoriali
La Chiesa cattolica è composta da tutti i suoi battezzati, e da
un punto di vista territoriale è suddivisa in sedi o Chiese particolari,
chiamate diocesi nella Chiesa latina ed eparchie nelle Chiese orientali. Alla
fine del 2004 il numero delle sedi era 2755 (Annuario Pontificio 2005). Le
diocesi sono affidate ad un vescovo (eparca per le eparchie), che è considerato
il successore degli apostoli. A capo del collegio dei vescovi sta il vescovo di
Roma, il papa, che è considerato il successore dell'apostolo Pietro.
Le diocesi sono a loro volta suddivise in parrocchie, rette dai parroci. Col
Concilio di Trento (XVI sec), venne data grande importanza anche alle parrocchie rurali, mentre più anticamente erano state
le pievi, raggruppamenti di paesi intorno al centro più grande della zona, a
segnare la divisione delle diocesi.
L'Ordine sacro
La struttura ecclesiastica cattolica è organizzata secondo una
gerarchia di livelli dell'ordine sacro. In ordine decrescente essi sono:
Questi ordini (insieme, in passato, agli ordini minori)
costituiscono nel complesso il clero.
Il Papa
La
chiesa cattolica insegna che Cristo conferì all'apostolo Pietro l'autorità
ultima su tutta la comunità dei suoi discepoli: secondo l'interpretazione
cattolica Cristo conferì a Pietro nei pressi di Cesarea di Filippo il primato
sugli altri apostoli e su tutta la Chiesa (Matteo 16,18). Il contesto è quello
della domanda di Gesù ai discepoli riguardo alla sua identità. Alla risposta di
Pietro "Tu sei il messia, il Figlio del Dio vivente", Gesù replica:
Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno
rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su
questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno
contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che
legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli (Matteo 16,17-19).
Tale passo è interpretato dalla chiesa cattolica nel senso forte di un primato
di insegnamento e giurisdizione su tutta la chiesa.
Il ruolo del papa è andato crescendo nel II millennio, fino a raggiungere il suo
apice nel XIX secolo con la dichiarazione sull'infallibilità papale del Concilio
Vaticano I.
Secondo questa dottrina il Papa può esercitare il diritto di dare insegnamenti
riguardo alla fede ed alla morale da ritenere parte del deposito della fede o
sviluppi con essa compatibili, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il
"suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" e "definisce
una dottrina circa la fede e i costumi".
Comunque, a partire dalla definizione dell'infallibilità del 1870, quest'ultima
è stata chiamata in causa una sola volta da Papa Pio XII negli anni 1950 nella
promulgazione del dogma dell'Assunzione di Maria.
La procedura per l'elezione del Papa e la nomina dei vescovi ha subito numerosi
cambiamenti nel corso dei secoli: dai tempi moderni il Papa viene eletto in
conclave dai cardinali, i Principi della Chiesa; a lui compete invece nominare
direttamente i membri del clero di gerarchia più elevata, a partire dai vescovi
(normalmente dopo consultazione con gli altri prelati).
Il Papa è assistito nei suoi compiti dai cardinali. Tutti i membri della
gerarchia ecclesiastica rispondono a lui ed alla Curia Romana nel suo insieme.
Ogni Papa continua il suo servizio fino alla morte (ciò valeva anche per gli
altri vescovi fino a non molto tempo fa) o rinuncia (che è avvenuta due volte in
tutta la storia del papato).
Il Papa risiede nella Città del Vaticano, stato indipendente situato nel centro
di Roma e riconosciuto dalla diplomazia internazionale come Santa Sede.
Vedi anche: