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Dottrina del Cristianesimo
Il Cristianesimo è una religione monoteista, come l'Ebraismo
da cui è sorto. I cristiani infatti credono ad un solo Dio. Egli è il
creatore dell'universo (che perciò è considerato una cosa buona) e tutto gli è
sottomesso. Dio non solo domina il creato, ma anche interviene nella storia e la
guida orientandola verso un fine futuro positivo. Dio fa conoscere la sua
volontà mediante rivelazioni trasmesse dai profeti i quali provvedono anche a
scriverla in libri che costituiscono appunto la Bibbia. Dio, pur essendo uno solo, possiede tuttavia una dinamica interna
che si manifesta in tre persone divine che non sono altro che l'unico Dio. È la
dottrina della Trinità che ritiene che l'unico Dio si manifesti nella
persona del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.
Di questa dottrina fa parte anche l'elemento più caratteristico, quello della doppia natura, umana e divina, di Cristo: Gesù, pur
essendo un uomo vero, nato dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo,
era anche veramente Dio. Per secoli i cristiani hanno discusso questa dottrina e
molte delle loro divergenze dottrinali possono essere ricondotte alle difficoltà
nel mettere d'accordo l'umanità di Gesù Cristo con la sua divinità.
La rivelazione di Dio ha un contenuto essenzialmente morale che si riassume nei
Dieci Comandamenti contenuti nell'Antico Testamento. L'adorazione di un solo
Dio e l'amore del prossimo sono spesso presentati come la sintesi cristiana di
questi precetti. Il Cristianesimo, tuttavia, non incita solo gli uomini ad
obbedire alla volontà di Dio spingendoli ad amare il prossimo con tutte le
proprie forze. Insiste anche sul principio secondo il quale bisogna
invocare da Dio la forza di compiere il bene. Solo la grazia di Dio rende l'uomo
capace di compiere veramente il bene.
Ma, qual è il ruolo della volontà dell'uomo e quale il
ruolo della grazia di Dio?
Su questo punto si sono accese spesso divergenze profonde
e anche aspre divisioni, come ad esempio nel XVI secolo tra cattolici e
protestanti. In genere tutte le forme di Cristianesimo affermano la libertà
dell'uomo e la capacità della sua volontà di compiere il bene, ma non sono
mancate concezioni pessimistiche sulla effettiva possibilità degli uomini di
dominare le inclinazioni malvagie della natura umana.
Il principio dell'unicità di Dio, della bontà della creazione e dell'amore verso
tutti gli uomini porta il Cristianesimo all'idea dell'uguaglianza tra tutti gli
uomini e tra i sessi, anche se le diverse forme di Cristianesimo nelle diverse
epoche hanno spesso accettato (come del resto le altre religioni monoteiste) le
disuguaglianze sociali, la stratificazione sociale e la subordinazione della
donna.
Lo scopo della vita dell'uomo, secondo il Cristianesimo, è di partecipare alla
vita stessa di Dio. L'uomo non termina il suo destino con la sua morte naturale;
egli è destinato ad unirsi con Dio dopo la morte in una condizione di felicità
eterna. La possibilità di partecipare alla futura vita divina è subordinata ad
un giudizio di Dio che riassume tutta l'intera vita di ogni uomo.
Il Cristianesimo ha sempre sostenuto che accanto al premio
della felicità eterna sussiste anche la possibilità di una condanna eterna da
parte di Dio.
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