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Ebraismo
Ebraismo
L'ebraismo
è originariamente fondato sull'alleanza tra Dio e Abramo, ma va tuttavia
riconosciuto a Mosè il ruolo dell'elaborazione della religione ebraica. L'atto
di fondazione può essere identificato nell'alleanza stretta da Dio con il popolo
d'Israele sul Sinai. Tale alleanza trova la sua espressione nelle Tavole della
Legge, conservate nell'arca dell'alleanza.
Nello sviluppo dell'ebraismo, un importante funzione venne svolta dai profeti,
che, senza sovvertire la Legge, ne evidenziarono l'interiorità e l'essenzialità.
Nella sua piena maturazione, collocabile intorno al VII-VI sec a.C. all'epoca
dei profeti "maggiori", il nucleo della religione ebraica consiste nella
confessione monoteistica espressa nel così detto Shema Israel: "Ascolta
Israele, il Signore è nostro Dio, il Signore è uno".
Proprio nell'ebraismo il monoteismo raggiunge il massimo di chiarezza e
coerenza. Le norme e le pratiche religiose si fondano sulla Bibbia, insieme
libro sacro per eccellenza e storia nazionale degli Ebrei. Lo Shema Israel, da
recitarsi giornalmente mattino e sera, si concretizza nell'adempimento della
legge mosaica, che comprende sia la "dottrina scritta" o Torà (Pentateuco), sia
la "dottrina orale" o Mishna, formatosi attraverso il commento rabbinico alla
Bibbia.
La successiva esegesi della Mishnah fu raccolta nelle Ghemara. Entrambe queste
raccolte confluirono a formare il Talmud, ricca esposizione di casi
etico-rituali, fondamento della pratica religiosa ebraica, minutamente regolata
da divieti e precetti; oltre alla circoncisione del bambino e alle diverse
abluzioni, è importante il divieto di mangiare la carne di particolari animali,
tra i quali il maiale e i gamberi, e di impiegare il sangue come alimento.
Un caposaldo della legge mosaica è l'osservanza del sabato, dedicato alla
santificazione e al riposo. Accanto alle festività solenni e ai giorni
commemorativi si riscontrano le "feste gioiose" della liberazione dalla
schiavitù egiziana (Pessah o Pasqua), dell'elezione a popolo santo sul Sinai (Shavuot
o Pentecoste) e delle peregrinazioni nel deserto (Succot o festa delle Capanne).
La letteratura religiosa del giudaismo abbraccia uno spazio di tempo di tre
millenni e può essere così suddivisa:
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La Bibbia ebraica, composta di 24
libri così ripartiti:
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la Torà, detta anche
Pentateuco, che comprende i cinque Libri di Mosè: Genesi, Esodo,
Levitico, Numeri, Deutoronomio; |
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i Profeti: Giosué, Giudici, 2
Libri di Samuele, 2 Libri dei Re, Isaia, Geremia, Ezechiele,12 Profeti
minori; |
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Agiografi: Salmi, Proverbi,
Giobbe, Cantico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Ecclesiastiche, Ester,
Daniele, Esra e Neemia, Cronache; |
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La letteratura mishnico-talmudica in
ebraico e in aramaico, le cui propaggini si estendono fino ai giorni nostri;
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La letteratura in lingua greca, sorta
sotto l'influenza dell'ellenismo, come la versione dei Settanta (la
traduzione in greco della Bibbia ebraica per opera di 70 leggendari
traduttori a partire dalla metà del III secolo a.C. in Egitto); |
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Libri Apocrifi, che vanno sotto il nome
di famosi ebrei e greci (gli ebrei si astengono dallo scrivere questo
termine). |
Bisogna infine aggiungere una sterminata
letteratura dotta e popolare in lingua ebraica, e in altre lingue.
La sistemazione dottrinale si è sviluppata solo nel Medioevo e il massimo
esponente è Maimonide (1135-1204): a lui si deve la formazione di un canone di
13 articoli:
-
l'esistenza di Dio;
-
la sua unità;
-
la sua spiritualità e incorporeità;
-
la sua eternità;
-
il dovere di adorare soltanto lui;
-
la verità della profezia;
-
la superiorità della profezia di Mosè;
-
la divinità della Torà;
-
l'immutabilità della Torà;
-
l'onniscienza di Dio;
-
l'esistenza di compenso e punizione
per le azioni umane;
-
la futura venuta del Messia;
-
la risurrezione dei morti.
Nell' ebraismo moderno è necessario
distinguere tra dottrina e riti. Per ciò che riguarda i riti ne
elenchiamo alcuni:
- preghiere quotidiane;
- il sabato, giorno sacro e di riposo (e nelle feste);
- feste annuali: Pessah o Pasqua (che ricorda l'uscita
dall'Egitto), Pentecoste che rigarda la promulgazione del decalogo,
festa delle Capanne (che richiama i 40 anni passati nel deserto), cerimonie
penitenziali a Capodanno e nel giorno dell'Espiazione;
- riunione nella Sinagoga.
Popolo, legge, terra e una grande speranza, sono gli elementi che
caratterizzano l'ebraismo di ieri e di oggi. Gli ebrei attendono la venuta
del Messia (l'unto del Signore) che è stato promesso come discendente del
re Davide.

Le dodici tribù d'Israele
Il popolo ebreo nasce dall'unione di dodici tribù di nomadi che, a partire dal
dodicesimo secolo a.C., immigrano lentamente nella terra di Canaan, in
Palestina, ove, intorno all'anno 1000, sotto il re Davide , riescono a
costruire un regno, con la capitale Gerusalemme, che confina a Nord-Est con l'Assiria
e la Babilonia, a Ovest con le città stato dei Fenici e a Sud con l'Egitto.
Il primo re fu Saul, il secondo re fu Giuda, il terzo re fu Salomone. Sia
nell'antichità che attraverso i secoli fino ad oggi, gli Ebrei sono stati
sempre una minoranza: nel periodo di massimo splendore, sotto il re Davide,
all'incirca nel 1000 a.C., essi si concentravano nella Palestina e nei
dintorni. Dopo circa un secolo, l'impero si divide in due regni, Israele e
Giuda, che ben presto cadono sotto l'influenza delle altre potenze.Nel 721
a.C. il regno di Israele viene conquistato dagli Assiri, nel 587 a.C. il regno
di Giuda dai Babilonesi, e gli abitanti vengono deportati a Babilonia, in
esilio. Dopo la vittoria del re persiano Ciro sui Babilonesi, gli Ebrei
deportati ottengono il permesso di tornare in patria, ove rifondano uno stato
che permane, però, sotto il dominio persiano, fino a quando non viene
conquistato prima dai Tolomei, poi dai Seleucidi e, infine dai Romani.
Un po' di storia...
Gli ebrei sono uno dei popoli più
antichi, sopravvissuti a migrazioni, carestie, guerre, deportazioni,
persecuzioni; nonostante ciò hanno mantenuto nel tempo la loro religione, le
loro tradizioni, la loro cultura.
Popolo di nomadi, organizzato in tribù, gli ebrei erano dediti alla pastorizia
e alla pesca. Di loro ci sono tracce già 4000 anni fa:
provenendo dal cuore della Mesopotamia, sarebbero giunti in Palestina (abitata
dai Cananei ), a ondate successive, a partire dagli inizi dei Il millennio
a.C. La Palestina (regione dell'Asia mediterranea, che si estende tra il
deserto siriaco a est, il mar Mediterraneo a ovest, il Libano a nord e il
Monte Sinai a sud-ovest) ha caratteristiche territoriali e ambientali
diverse (zone verdeggianti per il pascolo; distese sabbiose e colline
coltivabili; regioni montuose e fertili fasce di terreno, intorno ai fiumi e
ai laghi, che richiamavano l'opera di contadini stanziali ), che favorirono
l'insediamento di nuovi popoli.
Inoltre, la Palestina costituisce un ponte tra la Valle dei Nilo e quelle dei
Tigri e dell'Eufrate; quindi è stata da sempre considerata come terra di
passaggio, di insediamento, di razzia, di conquista. Secondo la Bibbia, il
libro sacro degli ebrei, la prima migrazione fu quella della tribù di Abramo
che partì da Ur in Sumeria (regione della Mesopotamia meridionale), scampando
alla distruzione annientatrice dei popoli invasori, provenienti dalle
montagne.
A quei tempi, i popoli erano politeisti, mentre Abramo era monoteista:
egli ruppe con l'idolatria, per dedicarsi al servizio dei "Dio uno e unico",
nel quale riconosceva il Creatore dei cielo e della terra. Il Dio di Abramo è
indipendente dalla Natura e da ogni limite geografico, è il Dio dell'equità e
della giustizia. Abramo vide nella sua salvezza un disegno divino: si convinse
di essere destinato a fondare una nuova nazione che recasse al mondo la
conoscenza dei "Dio uno e unico".

Iniziò tutto con la manifestazione di
DIO ad Abramo...
La storia ebraica inizia circa 4.000 anni
fa,con queste parole rivolte dal Dio Altissimo ad Abramo:
(Genesi 12,1).«Va' nel paese che ti indicherò... ti
benedirò...farò di te una grande nazione... e in te saranno benedette tutte le
famiglie della terra»
E più tardi:«Sii integro e cammina davanti a Dio».
Con queste parole vengono poste
le basi dell'ebraismo:
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un popolo nato per
intervento di Dio |
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il possesso di una terra,
la terra promessa ad Abramo
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l'unità del popolo intorno alla
volontà di Dio ,una sola Legge, per portare
benedizione all'intera umanità.
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Abramo , pastore, nomade, vecchio e
senza figli, ha un sogno vitale:
Abramo non può realizzare questo sogno a
meno di un miracolo: ha 100 anni e la moglie Sara 90 ed è sterile. Abramo non
da fiducia alle divinità caldee; egli cerca il Dio supremo,
il Dio Altissimo
Il Dio Altissimo si rivela ad Abramo e
gli promette DI PIU' :
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UN TERRITORIO , LA PALESTINA
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UN FIGLIO ED UNA DISCENDENZA
NUMEROSISSIMA DI POPOLI E RE |
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LA SUA BENEDIZIONE, I SUOI FAVORI PER
SEMPRE |
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LA MISSIONE DI PORTATORE DELLA
BENEDIZIONE DEL DIO ALTISSIMO PRESSO TUTTI I POPOLI |
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LA LIBERAZIONE DAI NEMICI
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Abramo e Sara non avevano figli. Una
coppia sterile come tante ma anche molto anziana
Dio sceglie questa coppia per "creare" da essa (dalla sterilità, dal nulla) il
suo popolo.
Gen 16,1 Sarai, moglie di
Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava
egiziana chiamata Agar, 2 Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha
impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere
figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. 3 Così, al termine di dieci
anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di
Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo
marito. 4 Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse
di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. 5 Allora Sarai
disse ad Abram: «L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio
la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più
niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». 6 Abram disse a Sarai:
«Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la
maltrattò tanto che quella si allontanò. 7 La trovò l'angelo del Signore
presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, 8 e
le disse: «Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado
lontano dalla mia padrona Sarai». 9 Le disse l'angelo del Signore: «Ritorna
dalla tua padrona e restale sottomessa». 10 Le disse ancora l'angelo del
Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per
la sua moltitudine».
11 Soggiunse poi l'angelo del Signore:
«Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele,
perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.
12 Egli sarà come un ònagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano
di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».
13 Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: «Tu sei il Dio della
visione», perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la
mia visione?». 14 Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto
quello che si trova tra Kades e Bered. 15 Agar partorì ad Abram un
figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.
16 Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.
Ismail discende da Abramo per
via naturale, carnale. Dio benedice Ismail: egli e la sua discendenza (i
musulmani) godono della benedizione di
Abramo, cioè delle promesse di Dio.
Gn18, 9 «Dov'è Sara, tua
moglie?». Rispose: «È là nella tenda». 10 Il Signore riprese: «Tornerò da te
fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto
Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. 11
Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che
avviene regolarmente alle donne. 12 Allora Sara rise dentro di sé e disse:
«Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore
è vecchio!». 13 Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso
dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? 14 C'è forse
qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da
te alla stessa data e Sara avrà un figlio».
Dio si rivela ad Abramo
con il segno della nascita miracolosa di un figlio dalla
moglie sterile Sara. Una coppia sterile, senza futuro, senza vita riceve da
questo Dio la fertilità, un figlio,una discendenza, un futuro.
Isacco è promessa di un un futuro fecondo sotto la
benedizione divina. Questa rivelazione apre nella storia umana una storia
particolare: la storia di un popolo “creato da Dio dal nulla
(l’infertilità) e chiamato a vivere della sua benedizione”.
ABRAMO ACCOGLIE TRE MISTERIOSI
STRANIERI :ESSI ANNUNCIANO LA NASCITA MIRACOLOSA DEL FIGLIO PROMESSO, ISACCO,
E LA DISTRUZIONE DELLE CITTA' CORROTTE DI SODOMA E GOMORRA .
Gen 21,1
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva
promesso. 2 Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel
tempo che Dio aveva fissato. 3 Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era
nato, che Sara gli aveva partorito. 4 Abramo circoncise suo figlio Isacco,
quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato. 5 Abramo
aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. 6 Allora Sara
disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di
me!». 7 Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare
figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!».
Ora Abramo ha due figli : chi dovrà
essere l'erede? Abramo allontana Agar e Ismail.
La Tradizione Islamica contempla un
(link)
"Testamento del Patriarca
Abramo" da cui si dovrebbe dedurre
l'eredità lasciata da Abramo ai due Figli.
Dio stringe con Abramo
un'Alleanza, promettendo di dargli oltre alla discendenza, un
territorio per abitarvi : Dio non abbandonerà né lui, né la sua discendenza.
Questa Alleanza si perpetuerà di generazione in generazione attraverso l'atto
della circoncisione, "segno eterno di comunione fra gli ebrei
e Dio", segno del Patto fra Dio e il suo popolo.
Abramo lascia Ur in Caldea, per andare
verso una terra piena di incognite, la terra di Canaan,
abitata da popoli politeisti, in base a una promessa che non prevede né
ricchezze né privilegi, ma fa del popolo ebraico il popolo "scelto" da Dio per
compiere una missione.
Secondo la Tradizione orale
(che l'ebraismo considera rivelata dall'Eterno a Mosè insieme alla
Torah scritta) che è raccolta nel libro della Mishnah,-
la scelta di Abramo non è casuale. Abramo, racconta infatti la tradizione,
rifiuta gli idoli e la pratica immorale dei politeisti per cercare un unico
Dio di amore e di giustizia, creatore dell'intera umanità. Solo quando Abramo
lo cerca, Dio, che è sommamente giusto e non sceglie a caso colui che deve
diffondere la Sua parola, "scende" a incontrarlo e gli affida il compito.
CHI SONO I DISCENDENTI DI ABRAMO?
ABRAMO EBBE COME PRIMOGENITO
ISMAELE, NATO DALLA SUA UNIONE CON LA SCHIAVA AGAR
VOLUTA DALLA STESSA MOGLIE SARA PUR DI AVERE UN EREDE.
DOPO LA NASCITA DI ISACCO,
FIGLIO DELLA PROMESSA DIVINA, ISMAELE VIENE CACCIATO DALLA TRIBU' NEL DESERTO
INSIEME ALLA MADRE (vedi figura ). DIO' PERO' LI PROTEGGE .
GLI ISMAILITI VENGONO
IDENTIFICATI CON I POPOLI ARABI (L'INIMICIZIA TRA ARABI ED
EBREI AVREBBE DUNQUE RADICI NELLA STORIA SACRA? ) ARABO E' MAOMETTO DA CUI
ORIGINA IL POPOLO DEI MUSULMANI.
DA ISACCO DISCENDE IL POPOLO DEGLI
EBREI.
IN QUESTO POPOLO NASCE GESU' DI NAZARETH DETTO IL CRISTO (=IL MESSIA).
DA GESU' HA ORIGINE IL POPOLO DEI CRISTIANI.
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INFINE:
COSA NE PENSANO GLI EBREI DI GESÙ?
Sebbene storicamente il cristianesimo sia nato in ambito ebraico,
l'ebraismo non riconosce in Gesù il Messia né tanto meno le
caratteristiche divine che i cristiani gli attribuiscono. L'ebraismo ritiene
inoltre che le profezie e i riferimenti all'Antico Testamento che si trovano
nel Nuovo Testamento (che non è considerato canonico) non siano pertinenti.
L'ebraismo ortodosso ritiene che la venuta del Messia non si sia ancora
manifestata.
Interessanti riflessioni sulla figura di Gesù sono state fatte da un punto
di vista ebraico da Leo Baeck in un saggio pubblicato in Germania nel 1938 (in
piena dittatura hitleriana): "Il Vangelo: un documento ebraico". In esso Baeck
vuole dimostrare, attraverso l'analisi filologica dei vangeli, che questi,
"ripuliti" dalle sedimentazioni paoline di carattere teologicamente
antigiudaico, contengono il messaggio profondamente ebraico di Gesù.
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