E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. (Giovanni 1:14)

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Percorso nel sito: Home -> Cristianesimo -> Nascita della Chiesa di Roma

 

Nascita della Chiesa di Roma

I Concili erano riunioni di tutta la Chiesa, presieduti dal papa in presenza dei vescovi, per formulare una strategia comune contro le eresie e fissare i punti della dottrina cristiana ufficiale. Se da un lato la Chiesa primitiva non poneva l'accento sull'importanza della vera conoscenza (rivelata una volta per tutte da Cristo, incarnazione del Lògos) ma sulle pratiche etiche e morali necessarie alla salvezza dell'anima, essa non poteva assistere inerme alla corruzione dell'insegnamento originario: e in quest'ambito che trovarono ampio risalto le discussioni intellettuali nel periodo del primo cristianesimo.

Nicea (325). Fu il primo concilio ecumenico, fu indetto dal primo Imperatore convertito alla cristianità, Costantino, per combattere l'eresia di Ario. Il concilio formulò il concetto della Trinità divina (Padre, Figlio e Spirito Santo), per il quale Dio era Uno e Trino, sempre divino.

Costantinopoli (381). Fu indetto da Teodosio, imperatore di Costantinopoli, per contrastare l'eresia di Macedonio, il quale negava la natura divina dello Spirito Santo. Il concilio redige il credo, la formula recitata tuttora da tutte le Chiese cristiane (cattolica, ortodossa e protestante).

Efeso (431). Indetto contro Nestorio, patriarca di Costantinopoli, il quale sosteneva la doppia natura di Cristo. Il concilio affermò l'unica natura di Cristo, quella divina (venne quindi fondata una Chiesa nestoriana in Persia, una frazione della quale, i nestoriani uniti, si ricongiunsero con Roma nel 1449).

Calcedonia (451). Fu indetto contro Eutiche, sostenitore del monofisismo: egli sosteneva che in Cristo ci fosse un'unica natura, divina e umana allo stesso tempo. Il concilio, secondo la tesi di Cirillo di Alessandria, ribadì invece che Cristo aveva due nature (divina e umana) pur essendo una sola persona.


Questi accesi dibattiti attorno alla natura di Cristo furono iniziativa della Chiesa bizantina, la religione dell'Impero Romano d'Oriente, più solido e quindi più incline alle dispute teologiche rispetto all'Impero Romano d'Occidente, flagellato dalle invasioni barbariche che finirono per distruggerlo. Questa situazione portò l'occidente a curare meno gli aspetti teologici in favore di una cristianità imposta più politicamente, attraverso mediazioni, accordi e matrimoni tra le diverse stirpi barbariche.



La supremazia della Chiesa di Roma

Fin dall'inizio si discusse attorno alla presunta supremazia romana su tutte le altre Chiese, questo era dovuto al fatto che, malgrado Roma fosse tradizionalmente la città del papa, vescovo di Roma e di tutte le Chiese, Roma era agli inizi ben poco importante rispetto alle ben più grandi Chiese di Antiochia, Alessandria, Efeso, Cartagine ecc.

Secondo la tradizione cattolica il primo papa fu Pietro, la sua investitura e riconducibile alla parola di Cristo testimoniata dai Vangeli. Gesù disse: "Tu sei Pietro e su questa pietra costruirai la mia Chiesa" (Matteo).
La supremazia di Roma sarebbe testimoniata anche dalla parola di Sant'Ignazio di Antiochia il quale dichiarò nel 107 che Roma doveva fare da guida a tutte le altre Chiese: "Io voglio che tutto ciò che prescrivete attorno al vostro insegnamento resti incontestato".
Altro importante riferimento si trova nel Adversus Haereses, scritto da Sant'Ireneo di Lione tra il 175 e il 189. Questo testo afferma che tutte le Chiese devono fare capo a Roma in quanto derivanti dalla "più grande e antica, conosciuta da tutti, fondata a Roma dai due gloriosissimi apostoli, Pietro e Paolo...".

Il prestigio di Roma crebbe e si consolidò definitivamente nel III secolo, quando il cristianesimo divenne definitivamente la religione ufficiale dell'Impero Romano.



I Testi Sacri: il valore della Tradizione

La religione cattolica ha come testo di riferimento la Bibbia (o Sacre Scritture, Antico e Nuovo Testamento).
L'Antico Testamento, è in comune con l'ebraismo, infatti è detto anche Bibbia ebraica, e comprende il Pentateuco (la Torah ebraica, ovvero la Genesi, l'Esodo, il Levitico, i Numeri e il Deuteronomio), gli scritti dei profeti (Giudici, Re, ecc.), ed altri scritti sempre di tradizione ebraica.
L'Antico Testamento è considerato dalla Chiesa cattolica come il periodo precedente alla venuta di Cristo.

Il Nuovo Testamento, redatto in lingua greca, comprende i Vangeli, gli Atti degli Apostoli, Le Lettere apostoliche e l'Apocalisse di Giovanni. Questi testi rappresentano la vita e le opere di Cristo e dei suoi discepoli.

Antico e Nuovo Testamento sono da considerare come testo unitario. Il cattolicesimo, pur riconoscendo la Bibbia come testo fondamentale, fonderà le sue verità sul valore della Tradizione e del catechismo, sua sintesi concisa e didattica.

Diversamente dai Protestanti, i quali seguono il precetto luterano del solus scriptura e quindi la libera interpretazione dei testi sacri, riconoscendo la scrittura divina come unica guida, i cattolici fanno riferimento per la fede a un insieme sistematico di precetti e interpretazioni ufficiali dettati dalla Santa Sede in osservanza delle auctoritas e della Tradizione.

 

Vedi anche:

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Cristianesimo

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Origini del Cristianesimo

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Cattolicesimo

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Chiesa Cattolica Romana

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Dottrina Cristiana

 

 

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Ultimo aggiornamento: Thursday, 04 May 2006